Dopo il sequestro del sito Megaupload molto del materiale che era esposto su questo Blog incluso la libreria e andato perso, di conseguenza sono stato costretto alla ricostruzione strutturale del sito. Oggi come promesso vi restituisco l’articolo con il Post di ArtCam – Colibri CNC (iso), usatelo con cautela fate prima delle prove su un pezzo di materiale. Poi ditemi se si deve correggere qualche parametro.
Per usarlo con ArtCAM:
Copiate il postprocessore su un file vuoto di Blocco Note,
Controllate la integrità del file, durante il Copia Incolla dal Web si può perdere non solo la formattazione originale ma anche delle informazioni,
Salvate con il nome eFalegname ArtCam Colibri,
Rinominate la estensione .txt con .con,
Copiate il File dentro la cartella Post di ArtCam,
Aprite ArtCam e trovate il post nella apposita lista.
eF-CNC produce e commercializza pantografi CNC su Ordinazione, offre soluzioni di Hardware CNC includendo l’addestramento per:
Lavorazione Professionale del 3D,
Produzione di Cartellonistica Pubblicitaria mediante fresatura,
Produzione di Fotografia mediante asportazione meccanica,
Realizzazione per il Modellismo e Modelli Architettonici.
Prototipazione,
Produzione di Mobili su misura e Infissi,
Stecche da Biliardo, Deumidificatori per sigari, e oggettistica in legno pregiato…
Semplicemente Hobby o a Scopo Didattico.
Il presente Articolo riassume alcune delle caratteristiche chiave da considerare nel valutare se una macchina CNC sarà adatta per la lavorazione del legno o la incisione.
Area di Lavoro
Qual è la dimensione massima di lavoro necessaria per la produzione? In questo punto bisogna pianificare per decidere che tipo di lavoro si farà in futuro?
Si possono posizionare diversi lavori sfruttando la possibilità di dividere il piano di lavoro in Offsets: G54, G56, G57, G58…
Come regola generale, maggiore è l’area di taglio più costosa viene la macchina. Consideriamo anche che bisogna chiarire con il produttore il concetto di Area di Lavoro. Esempio: in molti non considerano che per Scontornare un pezzo da 600 X 800 Continua a leggere→
Impostazione Constant Velocity ed Exact Stop su Mach3
Ho sentito diverse persone menzionare che avevano problemi ad usare il Controllo della Velocità Constante (G64) e il modo Punto a Punto (G61, sui nodi) su Mach3. Il fatto sta dietro l’arrotondamento delle estremità degli angoli delle tasche, intarsi e anche dei segni lasciate dalla fresa durante la rifinitura del 3D.
Andiamo al dunque con il seguente esempio di configurazione e vediamo che:
La modalità CV tenta di mantenere la fresa in movimento in tutti gli avanzamenti al di sotto del tasso di CV Dist Tolerance in questo caso 180°. Ciò significa che se il prossimo avanzamento è più di 180° rispetto al percorso corrente la macchina sarà comandata in Exact Stop e si fermerà sul seguente nodo prima della mossa successiva. Cioè soltanto sotto i 180° sarà attivo il modo di Velocità Constante. Impostando CV Dist Tolerance su un valore alto permetterà raggiungere una velocità maggiore durante la lavorazione.
Il problema sorge quando facciamo, ad esempio, una tasca dove il percorso segue un giro da 90°( al di sotto della CV Dist Tolerance) perpendicolare al percorso corrente. Al fine di rendere il movimento di 90° mantenendo velocità di avanzamento Continua a leggere→
Come ricevere l’assistenza remota da eFalegname con Teamviewer.
Se un utente richiede il nostro intervento sul proprio PC per la risoluzione di un problema o per un altro motivo, è possibile, evitando quindi di dover installare per forza la versione completa di TeamViewer, scaricare semplicemente il Modulo Clientedirettamente dal sito di Teamviewer.
Il modulo cliente o “Quick Support” infatti, è un solo file eseguibile che permette solamente il collegamento remoto al proprio PC, non richiede l’installazione del programma sul computer da controllare.
Una volta scaricato, dovete eseguire il file e comunicarci tramite SMS al cell. +39 393 049 7171 le chiavi di accesso al proprio PC, ID e Password visualizzati nella schermata di TeamViewer Quick Support.
Per coloro che ancora usano Dropbox consiglio questo ottimo sito di condivisione e aggiornamento istantaneo di files e storage on-line per poter usufruire del servizio di programmazione di “eF-CNC” in tempo reale. Leggete questa eccellente guida ma installate Dropbox solo da questo Link: http://db.tt/ACyCMxIh come un invito da eFalegname per poter assicurare lo spazio sufficiente per la archiviazione di vostri programmi su Dropbox.
Da quando ho scoperto Dropbox, la mia vita informatica e lavorativa si è semplificata parecchio. Cercavo una soluzione unica e comoda per: lavorare ai miei files o progetti da diversi computer senza dover spostare sempre da un pc all’altro l’ultima versione del lavoro; inviare e condividere files grandi (anche video) con colleghi di lavoro; lavorare insieme a distanza e rapidamente sugli stessi files; avere un backup sulla rete di alcune cose almeno per un certo periodo importanti, nel caso di problemi ai computer; recuperare i miei files da qualsiasi computer connesso a internet, nel caso avessi dimenticato di portarli con me. Vi sembra poco? Anche un’ultima cosa è interessante: per un uso intelligente e che non occupi più di 2 gb di spazio, Dropbox è gratis! E comunque questo spazio è parzialmente aumentabile gratuitamente.. E se serve davvero tanto spazio, ci sono degli abbonamenti mensili o annuali non eccessivamente costosi. Il mio modo di lavorare attraverso internet è cambiato, grazie a questo strumento, e lo consiglio davvero e sinceramente a tutti.
Cosa serve per completare questa guida:
uno o più computer;
files da condividere/salvare online/spostare su altri pc;
files su cui lavorare insieme ad altri.
Istruzioni
1
Quello che dobbiamo capire, prima di entrare in Dropbox, è che la grande utilità e comodità di questo software e di questa piattaforma sta anche nel fatto che il programma gratuito che scarichiamo crea una speciale cartella tra quelle dei nostri documenti, sia che stiamo usando Mac, Linux o Windows. E inserendo i documenti in questa cartella, noi potremo salvarli online, condividerli con altri o con altri nostri computer situati altrove, in ufficio ad esempio. E che ogni cambiamento apportato ad un file in questa cartella verrà automaticamente aggiornato in tutte le cartelle corrispondenti degli altri computer collegati. Semplice no? Vediamo come procedere.
Come Indicizzare il 4 asse con un piccolo approccio parametrico
Un programma parametrico è un programma che accetta argomenti o parametri: variabili aritmetiche, cicli ripetitivi, istruzioni logiche…, permettendo la esecuzione di un subprogramma specializzato. L’uso delle variabile è necessario quando si annida una funzione in una situazione di cambio del suo valore che impedisce la sua determinazione diretta. Forse ho complicato troppo il concetto. La cosa importante e capire che una variabile può essere un contatore, un fattore di controllo o una espressione matematica composta di una o più variabili in un rapporto logico e che sempre in presenza di un ciclo l’utilizzo di una variabile può tornare molto utile.
Merita chiarire che esistono due tipi di variabili:
Variabili Locali, indefinite o comuni. Sono variabili che assumono un valore appena le sono stato associato un argomento.
Variabili di Sistema. Sono parametri associati al CNC, descrivono dati del controller, hanno un significato proprio e non possono essere cambiate o alterate.
Sempre che abbiamo una condizione di comparazione conviene usare una variabile. Vediamo come usarla nella nostra stecca da biliardo per la ripetizione del subprogramma. Ho pensato illustrare il processo con la creazione di un modello su CNC Syntax Editor Free Edition, un ottimo editor CNC nella sua versione gratuita.
1. Sotto la voce FILE > NEW creiamo un nuovo programma. Subito definiamo il Parametro, nel nostro caso il contatore di giri e lo impostiamo ad esempio con un valore pari a 3 ripetizioni. Aggiungiamo sempre qualche utile commentario.
2. Chiamiamo la Subroutine che verrà ripetuta tante volte quanto il valore della variabile. Chiudiamo la lavorazione con M30 (vedere i precedenti tutorial).
Si potrebbe provare a copiare e incollare il codice G in ogni muro (Ad ogni occorrenza) per il suo riutilizzo, diventerebbe un casino. Immaginate cosa accade se diventa necessario modificare il codice, magari per correggere un errore o per sostituire una fresa, ma di avere le copie di esso un po’ ovunque e addirittura quattro-tre volte su ogni stecca.
Per rendere il G-code conveniente per il riutilizzo, abbiamo bisogno di un modo di classificarlo immagazzinarlo e centralizzarlo e quindi accedere a esso per combinarlo dal programma principale.
Se si dispone di una grande biblioteca di frammenti potenti, se ha la possibilità di ottimizzare la produttività. Utilizzando le chiamate se può rendere il programma esistente molto più piccolo e più facile da capire. Si consideri il processo di fresatura di una tasca su una stecca di biliardo, perché ripetere lo stesso percorso per ciascun giro? Il G code generato per una tasca può essere chiamato più volte come un sottoprogramma dopo aver impostato un’angolazione diversa, rendendo il programma molto più piccolo. (Pensate nelle 500 righe della versione demo di Mach3)
Il G-Code fornisce due metodi diversi per fare questo:
Il richiamo di sottoprogrammi e,
Le chiamate macro.
Pensate a ciascuno come un modo di accedere al codice sequestrato nel suo piccolo mini-programma dentro una cartella del vostro PC. E un po’ come delegare la responsabilità da quel frammento ripetitivo di codice (tasca o ciclo fisso).
Quindi andiamo al dunque:
Analizziamo nel codice dell’articolo precedente quale è la parte che si ripete e a cui siamo interessati utilizzare come libreria. Ovviamente dopo i commentari i comandi modali: Tutti i valori dei comandi modali nel programma principale incidono nei subprogrammi ameno che non vengano modificati dentro di uno specifico subprogramma che desideriamo cambiare. Allora ci serve soltanto il corpo del programma, cambio utensile e operazione di taglio inclusi, cioè dalla riga:
N140 T24M06
.
.
fino
N3140 G00X0.000Y0.000
Incirca 300 righe per fare una tasca sulla stecca. Prima di procedere chiedo attenzione alla numerazione delle righe, il controllo numerico generalmente non fa distinzione tra la numerazione del programma principale e la numerazione del subprogramma. La numerazione non viene riconosciuta a livello di operazione macchina, nonostante questo fatto, potrebbe accadere qualche raro errore perciò consiglio l’uso di un EDITOR CNC gratuito per la organizzazione della sintassi dei programmi. Ma niente paura questa procedura insieme alla parametrizzazione sarà uno degli scopi del prossimo tutorial.
Allora per far riconoscere il subprogramma dal controllo ci serve un nome, anzi
un numero preceduto dalla lettera (indirizzo) P. Es: P100,
M98 è il codice che chiama il subprogramma, M98, viene sempre seguito dal numero del subprogramma e dal suo numero di ripetizioni L (Q o K secondo il controllo numerico). Es: M98 P100 L3
M99 determina la fine esecuzione del subprogramma e indirizza il processo al programma origine. M99 non determina la fine del programma, questa è una funzione esclusiva di M30 o M2,
poi ci troveremo la lettera O che identifica il blocco o corpo del subprogramma. Es: O100.
M98 P100 L3
.
.
.
M30
%
O100
.
.
.
M99
%
Quindi avremo con Colibrì CNC:
(eF CNC)
( Rombo Stecca)
( File created: sabato, ottobre 06, 2012 – 03:00 )
( Material Size)
( X= 23.000, Y= 240.000, Z= 25.000)
()
(Toolpaths used in this file:)
(sgrossatura rombo)
(rifinitura rombo)
(Tools used in this file: )
(24 = End Mill {2.4 mm})
(11 = End Mill {1.1 mm})
G90 G53 G0 Z-10 (posizione iniziale di sicurezza per la Z in modo distanza assoluto)
Come indicizzare il 4o. asse nei pantografi eF CNC?
I pantografi della eF CNC sono tutti quanti dotati da postprocessori adatti alla lavorazione con il 4o. Asse, ma a modo informativo considerando che in svariate situazione abbiamo la necessità di fare lavorazioni con il 4o. asse fermo sotto una angolazione predefinita ,allora a molti può tornare utile il seguente consiglio:
Anzitutto dovete capire dove inizia il taglio sul G code, dovete identificare la intestazione, i comandi modali e la fine programma, il resto ovviamente (cambio utensile compresso) sarà la nostra operazione di taglio.
I commentari sono scritti tra parentesi, costituiscono un riepilogo della lavorazione, non fate come me ma cercate sempre di descrivere sul CAM delle note per identificare il G code senza il bisogno di fare la simulazione.
( NO [Clear] [1] )
( File created: giovedì, ottobre 04, 2012 – 07:56 )
( for Mach2/3 from Vectric )
( Material Size)
( X= 23.000, Y= 240.000 ,Z= 25.000)
()
(Toolpaths used in this file:)
(NO [Clear] [1])
(NO [1])
(Tools used in this file: )
(24 = End Mill {2.4 mm})
(11 = End Mill {1.1 mm})
I Comandi modali sono parte della intestazione del programma quindi ogni posizionamento di un asse sul piano di lavoro è determinato dall’esecuzione di questi comandi finché non viene disattivato con un commando dallo stesso gruppo.
N120G00G21G17G90G40G49G80
N130G71G91.1
In una lavorazione con diversi utensile dobbiamo includere il cambio utensile dentro del corpo
G17, G18, G19 indicano il piano su cui l’utensile viene spostato quando si esegue un’interpolazione circolare; G17 è impostato di default e si può omettere, esso indica che la traslazione circolare avverrà muovendo gli assi X ed Y mentre l’asse Z rimarrà fermo.
Le interpolazioni circolari sono movimenti di due assi che si spostano, dal punto in cui si trovano ad un punto programmabile, formando archi di cerchio o cerchi completi; esse possono avvenire in senso orario oppure antiorario.
Il comando G2 muove in senso orario G3 in senso antiorario
Ci sono vari modi per definire un’interpolazione circolare:
Se vogliamo definire un arco di cerchio possiamo indicare il punto di partenza, il punto di arrivo e il raggio dell’arco. Per definire il raggio si usa la lettera R oppure la lettera U ( vedi il manuale della macchina utensile).
Esempio:
G0 X0 Y0;
G17 G2 F300 X50 Y0 R25;
Si ottiene un semicerchio di raggio 25 in senso
orario.
Se sostituiamo G2 con G3 otteniamo il semicerchio
seguente: Continua a leggere→